 La Regione Piemonte ha pubblicato le "Linee guida per la gestione delle terre e rocce da scavo" che entreranno in vigore per un periodo transitorio di 6 mesi, con decorrenza 3 maggio p.v.. Il documento disciplina il riutilizzo di questi materiali come sottoprodotti, prevedendone l'assoggettamento alla normativa dei rifiuti qualora non vengano rispettate le condizioni stabilite.
La nuova disciplina, approvata con la D.G.R. n. 24-13302 del 15 febbraio u.s. (pubblicata sul B.U.R. n. 9 del 4/3/2010), sarà applicata a partire dal 60° giorno successivo alla pubblicazione sul B.U.R. La gestione delle terre e rocce, introdotta ad opera del decreto 22/1997, ora abrogato, ha subito negli anni numerosi interventi legislativi resi necessari per adeguamenti alla disciplina comunitaria in tema di rifiuti, per i quali era stata aperta una procedura di infrazione nei confronti del nostro paese. Il provvedimento della Regione discende dalla normativa nazionale in materia ambientale, in particolare dall'articolo 186 del D.Lgs. 152/2006, ed è volto a fornire indicazioni circa l'utilizzo e la gestione di questi materiali quali sottoprodotti e non come rifiuti. Il Codice Ambientale prevede come destinazioni d'uso ammesse per tali materiali: reinterri, riempimenti, rilevati, rimodellazioni e utilizzo come sottoprodotti in sostituzione dei materiali di cava, unicamente qualora rispettino una serie di condizioni, in caso contrario sono sottoposti alle disposizioni in materia di rifiuti. Con l'emanazione delle Linee Guida la Regione si propone di fornire un inquadramento sia dal punto di vista procedurale che dal punto di vista tecnico, rivolgendosi agli operatori e agli enti di controllo. La norma intende garantire la tracciabilità della movimentazione delle terre da scavo e l'effettivo utilizzo, individuando iter differenti a seconda il sito di destinazione (opera, impianto o sito di cava) e una procedura semplificata se i quantitativi movimentati sono inferiori ai 2500 m3.
D.G.R. 24-13302 Allegato 1: Linee guida Allegato 2: schema
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